martedì 11 gennaio 2011

Iniziativa per i 150 anni dell’unità d’Italia.

Tele Web Italia per i 150 anni dell’unità d’Italia presenta www.telewebitalia.eu , portale web per far conoscere l’Italia, al di là dei stereotipi e dei luoghi comuni, che ne minano l’unità.
L’Italia lasciataci dagli avi, che non si riconosce nei contemporanei.
Ogni paese o città dell’italica penisola sono belli da vedere e interessanti da conoscere. Tutto con l’ausilio di filmati professionali. Oggi si può fare aprendo il portale e accedendo alla località prescelta. Un unico contenitore per la gioia di chi vuol viaggiare stando seduti in poltrona in casa propria.

domenica 19 dicembre 2010

LOTTA ALLA MAFIA

A Taranto, nella sede di Palazzo Galeota, il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, ha inaugurato lo Sportello comunale antiracket-usura.
In riferimento a tale evento vi è una denuncia pubblica del Presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, iscritta presso la Prefettura di Taranto dal 2006.
«Mi vergogno di essere tarantino, Sono queste manifestazioni propagandistiche ed inutili che fanno venir meno la convinzione di continuare a fare volontariato e solidarietà, specie se si rischia la vita propria e dei familiari. Le vittime di tutto hanno bisogno, ma non di visibilità presso sportelli pubblici, a cui può seguire riconoscibilità e ritorsione. Le vittime hanno bisogno solo di magistrati che procedano quando ricevono le denunce e di funzionari prefettizi solerti e capaci che le assistano per gli indennizzi di legge. Le denunce devono essere presentate con cautela, a rischio di calunnia. Le vittime hanno bisogno solo di avvocati, magistrati e burocrati capaci e non di strumentali associazioni politicizzate. Le associazioni tematiche possono solo informare e devono essere sostenute non avversate quando fanno il loro dovere. Da tutta Italia noi riceviamo molte segnalazioni, ma sono molte di più le lamentele circa l’inefficienza del sistema. In Italia con i nostri avvocati abbiamo assistito vittime in zone di “Cosa Nostra, ‘Ndrangheta, Camorra, Sacra Corono Unita e Mafia Russa. Lo abbiamo fatto anche in quelle regioni che credono che il fenomeno da loro non sia presente. Abbiamo studiato e combattuto il racket e l’usura in tutte le sue forme. Io, Presidente nazionale di un’associazione antiracket ed antiusura, purtroppo iscritta presso la Prefettura di Taranto, osteggiato proprio a Taranto perché combatto l’usura bancaria e le anomalie della legge sull’usura, che non è per niente equa e giusta, oltre che combattere gli insabbiamenti e gli abusi giudiziari. A Taranto si aprono sportelli antiracket ed antiusura, comitati per la legalità, arriva la commissione antimafia, si affidano i beni confiscati e l’unica associazione locale che è conosciuta in campo nazionale non è mai invitata a partecipare. Ignorata perché non è conforme con il sistema. La Prefettura di Taranto, addirittura, ha chiesto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza di effettuare accertamenti sull’associazione. Meno male che la Guardia di Finanza di Manduria ha provveduto con professionalità, accertando chi siamo e cosa facciamo. Sarebbe utile sapere cosa abbiano prodotto le altre istituzioni incaricate, tenuto conto che il sottoscritto non è mai stato chiamato a riferire sulla propria attività. Aggiungo che, anziché tutelare la mia persona, si è già rigettata addirittura la mia richiesta di porto d’armi per difesa personale. Rigetto motivati da accertamenti incaricati alle autorità di cui sopra, mai effettuati, ma dichiarati tali. La lotta alla mafia più che apparire a fini propagandistici, deve anche essere concreta e non ritorsiva nei confronti di chi non si omologa. Certo è che, nonostante le istituzioni e i media che ci avversano e ci ignorano, o i mafiosi che ci minacciano, noi continueremo la nostra attività di lotta per la legalità».
Questo afferma il Dr Antonio Giangrande, Presidente nazionale dell’Associazione Contro Tutte Le Mafie, ONLUS e apolitica. Dai suoi siti si prova come l’associazione operi in modo telematico, (virtuale anziché fisico), agevolando le vittime a rimanere anonime o a non spostarsi per recarsi presso la sede, informando le vittime di racket ed usura su modi e forme di presentazione delle denunce e di accesso ai benefici di legge, oltre che dare voce alle problematiche generali e locali. Dalle varie località si può verificare l’opera prestata.
Grazie dell’attenzione.
Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE
099.9708396 – 328.9163996
www.controtuttelemafie.it
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domenica 12 dicembre 2010

INIZIATIVA POPOLARE CONTRO LA MAFIA VERDE

La “Associazione Contro Tutte le Mafie”, ONLUS e apolitica, promuove una campagna di cittadinanza attiva ambientalista, in seguito all’inchiesta tematica svolta, contenuta sul sito associativo in http://www.controtuttelemafie.it/testimonianze%20natura.htm
Un sistema nazionale di tutela dei diritti del cittadino contro l’inquinamento.
Cause civili collettive per il risarcimento danni da inquinamento dell’aria e delle acque. L’azione giudiziaria civile di risarcimento danni all’ambiente (in forma specifica o per equivalente), ovvero alla persona (biologici, morali e per “il patema d’animo”), e l’obbligo per le amministrazioni locali ad emettere ordinanze attinenti oneri per le grandi aziende a titolo di indennità di ristoro civico e di servitù industriale, dovuto al loro esercizio, quantunque l’inquinamento sia o fosse al di sotto del limite legale, porterà un senso di legalità in un territorio martoriato. Resta fermo l’obbligo per le aziende di adeguarsi ai limiti di emissioni inquinanti, pena il risarcimento del maggior danno.
Proposte normative a favore della raccolta differenziata dei rifiuti. Il riciclaggio apre un nuovo mercato, in cui nuove piccole e medie imprese recuperano i materiali riciclabili per rivenderli come materia prima o semilavorati alle imprese produttrici di beni. Un mercato che si traduce pertanto in nuova occupazione. Se al ricavo effettuato dalla vendita dei materiali riciclati si destinasse anche il risparmio effettuato dalla mancata raccolta e smaltimento dei medesimi materiali, vi sarebbe un incentivo per nuovi posti di lavoro e una raccolta più efficace porta a porta.
Depenalizzazione dello smaltimento dei residui di potatura: una iattura per i contadini. Senza l’obbligo a carico degli agricoltori, sarebbero le imprese di smaltimento a proporsi per la raccolta e smaltimento senza oneri.
Uso del fotovoltaico domestico. Dietro al fotovoltaico - entrato nell'immaginario collettivo come una fonte di energia alternativa ed ecologica - hanno costruito un sistema intenzionalmente contorto e complesso per fare, ancora una volta, dell'energia un business, ai danni dei cittadini e dello Stato stesso. Al momento dell'acquisto dell'impianto, viene sottoscritto un "mutuo chirografario" di 20 anni, ad un tasso del 5-6%, grazie al quale la Banca anticipa l'intera somma del costo dell'impianto e poi si rifà sulle somme trasferite dal Ministero, se il progetto è approvato. Il punto critico viene allo scoperto proprio esaminando questo "piccolo" particolare, in quanto l'acquisto dell'impianto implica direttamente la sottoscrizione del mutuo, ma non necessariamente l'attribuzione degli incentivi statali, la cui concessione si ha solo dopo che l'impianto diventa funzionante e deve comunque scontare la valutazione delle condizioni esistenti. Nel momento in cui, dunque, acquistate l'impianto verrà subito acceso il mutuo, che non sarà collegato alla pratica inoltrata presso il Ministero: i due contratti vengono ad esistere in momenti diversi, e le vicende dell'uno non posso influire l'esito dell'altro. In altre parole, qualora lo Stato non conceda il finanziamento o interrompa il trasferimento perché "le quote energetiche" sono state tutte aggiudicate, il mutuo non cesserà di esistere e incomberà sul soggetto che lo ha sottoscritto, unico e solo debitore "chirografario", ossia responsabile personalmente e con i suoi beni. Nel meccanismo è stata prevista anche una forma di "copertura assicurativa" in caso di furto o di guasto dell'impianto, che potrebbero portare all'interruzione dei trasferimenti dello Stato. Perché l'Enel non comincia già da domani a fornire ad ogni famiglia un impianto fotovoltaico, acquistando dai cittadini l'energia, investendo così nella "produzione diffusa" e non in quella concentrata in obsolete centrali termoelettriche?
Tenuto conto dell’interesse pubblico, si invitano le associazioni ambientaliste e degli agricoltori a collaborare all’iniziativa e ai media di dare ampio spazio mediatico sulle loro testate.

Grazie dell’attenzione.
Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE
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domenica 28 novembre 2010

AMMINISTRATIVE 2011

L’Associazione Contro Tutte le Mafie con il suo movimento politico, “AZIONE LIBERALE”, per le amministrative 2011 offre un’opportunità di riscatto a tutti quei giovani che sono impediti o disgustati da questa politica: ossia a quel 40/50 % di elettorato che non va a votare, perché non si sente rappresentato.
Oggi, nel guardare al futuro, vediamo il passato. Liste per le elezioni amministrative con gli stessi nomi, sempre uguali a se stessi per decenni.
Da una parte i “comunisti” con i loro alleati. Si considerano da sempre i migliori dal punto di vista intellettuale: o sei con loro o sei nulla. Invece sono ignoranti perché si nutrono solo con cultura sinistroide. Efficienti dal punto di vista amministrativo per favorire al meglio i loro amici a scapito degli altri, creando consenso. Gli avversari non li combattono, li distruggono con la violenza, spesso giudiziaria. Inquadrati ed omologati ad un “Kapo” e alla sua idea conforme e retrograda, che non si discute, ma si impone agli altri. Con le primarie, spesso, l’ala più oltranzista, fondamentalista ed organizzata si impone con il solo 10% di tutto l’elettorato di sinistra.
Dall’altra parte un’accozzaglia di partiti estinti, non certo liberale, eterea, improduttiva ed interessata solo al profitto.
Tra di loro e con loro, partiti cattolici o forcaioli, pronti a saltare sul carro dei vincitori.
Per i cittadini, comunque, nulla cambia: incompetenza, clientelismo, inefficienza e sprechi.
“AZIONE LIBERALE” in un contesto coordinato extraterritoriale e con strumenti collaudati offre l’opportunità di comporre liste alternative a tutti quei giovani, professionisti, imprenditori, studenti e dipendenti, che vogliono cambiare la loro città con la propria competenza, ma non sono inquadrati nella vecchia politica.
Ciò non sarà vincente nel presente, ma sicuramente nel futuro. Sarà un segnale di speranza di cambiamento per quel 40/50 % di non votanti e per mandare a casa tutti coloro i quali pensano che la politica sia solo “Roba Loro”.
Saremmo grati per la divulgazione di questa pubblica comunicazione.

Grazie dell’attenzione.
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mercoledì 24 novembre 2010

AVETRANA: NON SOLO MICHELE E SABRINA MISSERI

ARTICOLO - NOTA STAMPA

AVETRANA: NON SOLO MICHELE E SABRINA MISSERI

Taranto 1 dicembre 2010, alle ore 08,45 presso il Tribunale di Taranto giuramento di Mirko Giangrande, l’avvocato più giovane d’Italia, 25 anni con doppia laurea.
La primina; la maturità al quarto anno; il regolare corso universitario per la laurea di Scienze Giuridiche e per la laurea di Magistrale in Giurisprudenza; l’abilitazione al primo anno di esame fanno sì che Avetrana abbia l’avvocato più giovane d’Italia.
Volontariato da educatore presso l’oratorio della parrocchia di Avetrana, e volontariato da assistente e consulente legale presso l’Associazione Contro Tutte le Mafie, con sede nazionale proprio ad Avetrana, fanno di Mirko Giangrande un esempio per tanti giovani, non solo avetranesi. Sarebbe gradita e meritoria la diffusione di tale evento, giustappunto per evidenziare una notizia positiva attinente Avetrana, in alternativa a quelle sottaciute ed alle tante negative collegate al caso di Sarah Scazzi.
L’iscrizione all’Albo degli Avvocati, compiuta a dicembre nonostante l’abilitazione presso la Corte d’Appello di Lecce sia avvenuta a settembre, alla cui domanda con allegati l’ufficio dell’Ordine di Taranto non rilascia mai ricevuta, è costata in tutto la bellezza di 650 euro tra versamenti e bolli. Ingenti spese ingiustificate a favore di caste-azienda, a cui non corrispondono degni ed utili servizi alle migliaia di iscritti. Oltretutto oneri non indifferenti per tutti i neo avvocati, che non hanno mai lavorato e hanno sopportato con sacrifici e privazioni ingenti spese per anni di studio.
Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto che, come riportato dalla stampa sul caso Sarah Scazzi, apre un procedimento contro i suoi iscritti per sovraesposizione mediatica, accaparramento illecito di cliente e compravendita di atti ed interviste (Galoppa, Russo e Velletri) e nulla dice, invece, contro chi, avvocati e consulenti, si è macchiato delle stesse violazioni, ma che, venuto da lontano, pensa che Taranto e provincia sia terra di conquista professionale e tutto possa essere permesso.
Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Taranto, che, come riportato nel suo sito, bandisce un corso di formazione per mediatori per la nuova disciplina processuale civile. Corso dedicato esclusivamente per soli praticanti ed avvocati e non per tutti i laureati alle discipline giuridiche. Corso che dovrebbe essere gratuito per i suoi iscritti che già pagano la loro quota d’iscrizione all’albo, ma che invece costa 350,00 euro. Inoltre l’attività formativa a pagamento si configurerebbe come prestazione di servizi e di conseguenza anche soggetta ad IVA e al versamento IRPEG. Cosa, questa, che nella fattispecie non è contemplata e che, come molti pensano sia fondata, configurerebbe evasione fiscale. Non varrebbe per i Consigli dell’Ordine l’esenzione prevista per le attività didattiche dall’art.10, comma 20, legge IVA, in quanto ciò è riferito solo a scuole ed ONLUS. Lo stesso dicasi per i corsi onerosi ed obbligatori di aggiornamento professionale, per i corsi di preparazione all’esame forense e per i corsi della scuola forense. Scandaloso è anche lo sfruttamento dei praticanti. Ma tant’è tutti tacciono: media ed istituzioni. Meglio sanzionare la mancata emissione di uno scontrino per un caffè al bar che perseguire tutti i Consigli degli Ordini professionali italiani.
Mirko Giangrande non favorito da alcuno. Figlio di famiglia indigente ed oppressa: il padre perseguitato (abilitazione forense impedita da 13 anni perchè denuncia i concorsi truccati nella magistratura, nell’avvocatura e nel notariato; processi (senza mai una condanna) di diffamazione a mezzo stampa per articoli mai scritti e di calunnia per denunce mai presentate in quanto proprio le denunce presentate sono regolarmente insabbiate; dibattimenti in cui il giudice è sempre ricusato per grave inimicizia perché denunciato). Perseguitato perché noto antagonista del sistema giudiziario e forense tarantino, in quanto combatte e rende note le ingiustizie e gli abusi in quel che viene definito “Il Foro dell’Ingiustizia”. (insabbiamenti; errori giudiziari noti: Morrone, Pedone, Sebai; magistrati inquisiti ed arrestati). Perseguitato perché scrive e dice tutto quello che si tace.
Mirko Giangrande non favorito da alcuno, perché è vicepresidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie osteggiata da tutti perché combatte l’usura, ma quella bancaria, e la mafia, ma quella istituzionale e dei colletti bianchi. E’ l’unica associazione nazionale antimafia che non abbia le sue sedi presso la CGIL, come “Libera”, e i suoi componenti sono professionisti, come Magistrati, Avvocati, Giornalisti e Professori Universitari. Ha un difetto: aver sede legale in provincia di Taranto. Libera di don Ciotti con sede a Roma, antagonista dell’Associazione contro Tutte le Mafie, con sede ad Avetrana (TA), ebbe a dire in occasione della riforma dell’assegnazione dei beni mafiosi confiscati: “è roba nostra”. E così è. L’associazione Contro Tutte le Mafie, arcinota sul web con 400.000 mila siti che parlano di essa e del suo presidente, con centinaia di aderenti in tutta Italia, con 5 siti web d’inchiesta, con 5 siti web di agenzia stampa, con spazi in tutti i social network, con una tv web nazionale, con un libro scritto richiesto da comuni, scuole e biblioteche in tutta Italia, con contatti diretti col Commissario Governativo Antimafia, non è sovvenzionata da alcuno. Ad Essa gli è impedito di iscriversi presso tutte le Prefetture; gli è impedito di iscriversi presso la Regione Puglia di Vendola, quella che sovvenziona “Libera”, e presso il Comune di appartenenza; gli è impedito di accedere al 5/1000 ed addirittura l’unica Prefettura dove è obbligata ad iscriversi, a differenza di “Libera” che può iscriversi dovunque, prima destina i beni confiscati proprio a “Libera” e poi anziché onorarsi di averla, chiede conto all’Associazione Contro Tutte le Mafie del suo operato e della sua struttura organizzativa, tramite la Guardia di Finanza. Si è dimostrato che solo ad Avetrana ci sono un centinaio di iscritti e che, nonostante l’ostracismo e i bilanci in rosso, si continua ad operare. Per verificare cosa è e fa l’Associazione Contro Tutte le Mafie, basta che si sia in grado di verificare sul web il lavoro svolto da migliaia di cittadini non omologati al sistema.

Avv. Mirko Giangrande cell. N. 3297840234

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domenica 31 ottobre 2010

QUELLO CHE NON SI DICE.

Esame e concorso avvocati, magistrati e notai: abilitazione col trucco. Tracce conosciute e compiti copiati o non corretti.
Inchiesta esclusiva video su
http://www.youtube.com/watch?v=RsT6rwG9lNE e testuale su http://www.controtuttelemafie.it/testimonianze%20concorsi%20pubblici.htm
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lunedì 25 ottobre 2010

Caso Sarah Scazzi. Resoconto di un avetranese

Caso Sarah Scazzi. Resoconto di un avetranese: Etica e Deontologia professionale fai da te.
«Con il caso di Avetrana bisogna, ove ve ne fosse bisogno, rivalutare il ruolo e l’utilità sociale dell’informazione in Italia. Va bene l’intento investigativo e il pungolare la magistratura a tener desta l’attenzione sul caso, ma sforare lo sciacallaggio ed istigare alla violenza, no!! Non è ammissibile ricevere email ingiuriose e minacciose da parte di chi è manipolato dal circo mediatico, sol perché si è cittadini avetranesi. La notizia si dà, non si fa. L’accusa di omertà rivolta a chi si batte contro tutte le mafie è offensiva e controproducente, specie se rivolta a chi ben conosce la professione e le origini di chi inveisce con queste accuse e dovrebbe invece tacere. Una comunità sana non parla se non ha conoscenza oggettiva dei fatti e non può sapere cosa succede in uno scantinato». Questo dice il dr. Antonio Giangrande, presidente della “Associazione Contro Tutte le Mafie, avetranese doc.
Tv e giornali con i loro inviati cercano di carpire le verità sul caso Sarah Scazzi, senza l’ausilio dei professionisti e delle associazioni locali. Un’orda di giornalisti appostati in un vicoletto (prima la casa di Sarah e poi di Sabrina) a porre domande tendenziose ai curiosi che spesso di Avetrana non sono, o rivolte a chi è poco scolarizzato. Chi porta giacca e cravatta viene escluso. Naturalmente, ogni riferimento alle più svariate prese di posizione, a dire dei giornalisti, della totalità dei cittadini di Avetrana per qualsiasi argomento è falso. Perché Avetrana sono anch’io, e nessuno ha mai chiesto il mio parere a qualunque riguardo.
Se permette, direttore, le faccio io un resoconto della faccenda, avendo io seguito il caso da vicino e avendo io visionato anche l’operato dei media, per verificare se la verità soggettiva del giornalista, esposta con gli occhi di chi pensa di scendere da Marte su Avetrana a dettare etica, morale, cultura ed emancipazione, corrisponda alla realtà. Si è aspettato il "giornalista" non omologato alla menzogna o al clamore, anticonformista e fuori dagli schemi. Ad Avetrana non è mai arrivato. Avetrana, Italia. Questa è l'informazione. Intanto Avetrana non sarà più la stessa.
Sarah Scazzi è stata ammazzata 1 giorno e violentata per 42 giorni. E stata scarnificata. I suoi più reconditi segreti sono stati palesati con l’intento di dimostrare che la ragazza voleva fuggire da un paese rozzo, arretrato e bigotto. All’epilogo solo “Studio Aperto” ha chiesto scusa a Sarah e a mamma Concetta.
Avetrana è un paese di circa 8.000 anime. Non ha teatro, cinema, discoteca, perché in un paesino siffatto non è economico gestirli. Ma ha tutto quanto, e forse di più, di quello che potrebbe avere un paese analogo, posto in qualsiasi territorio nazionale. Ha due oratori, centri sani di ritrovo per i ragazzi. Ha delle moderne strutture sportive, compreso un palazzetto dello sport.
Avetrana ha a 6 Km una realtà (la costa) che tutti ci invidiano, con tutti gli strumenti di svago che si possa desiderare. E’ posta a 45 km da Taranto, Lecce e Brindisi, con le loro “movide” e i loro svaghi.
Avetrana ha i suoi professionisti e le associazioni, ma che nessuno pensa bene di intervistare o far conoscere. Avetrana non è solo Scazzi o Misseri.
Avetrana ha l’avvocato più giovane d’Italia; ha l’autore del libro “L’Italia del trucco, l’Italia che siamo”, letto in tutta Italia; ha la sede legale della “Associazione Contro Tutte le Mafie, in Italia seguitissima; ha la sede nazionale di Tele Web Italia; ha il vice presidente della Camera di Commercio di Taranto. Ma questo non interessa. Le cose positive non interessano.
Nella Savana quando c’è un animale malato e debole, viene sopraffatto da branchi di iene o sciacalli. Questo succede ad Avetrana. I media si buttano sulle vittime di turno, scarnificandole.
A me non piace generalizzare, ma mai nessuno che si tiri fuori dallo sciacallaggio mediatico, dal gioco al massacro, vergognandosi per i colleghi.
Gli indagati sono indagati. Nessun codice, oltremodo deontologico giornalistico, permette di condannare con giudizi sommari, o istigare a farlo con termini come “orco” “mostro”, coloro i quali non lo sono in virtù di sentenza giudiziaria definitiva. Tale atteggiamento legittima il popolino ad usare termini come “forca” o “pena di morte”.
Gli atti giudiziari sono secretati fino al termine delle indagini preliminari. Nessun codice, oltremodo deontologico giudiziario, prevede che essi si diano in pasto alla stampa, finanche prima che alle parti forensi coinvolte.
La difesa è garanzia per la tutela dei diritti degli indagati. Nessun codice, oltremodo deontologico forense, permette di offrirsi gratis, giusto per un tornaconto mediatico, o “fare le scarpe” al collega. L’azione disciplinare del Consiglio dell’Ordine degli avvocati ha permesso allo stesso Consiglio di consolidarsi uno spazio mediatico, di cui era stato estraniato, tacendo per anni l’abilitazione truccata dei suoi iscritti.
Anzi. E’ stata fatta cadere apposta nel vuoto dai media l’intervista al tg di TeleNorba dell’ex portavoce della famiglia Scazzi, Valentino Castriota, contenente il fatto che Sabrina è stata pagata dai media nazionali per le sue continue comparsate e al fine di porre in essere i presunti depistaggi.
Sciacallaggio per sciacallaggio, perché non si verifica se e quanto sono pagati i presenzialisti delle tv nazionali (familiari, loro avvocati e consulenti, pseudo esperti salottieri) per arricchirsi sui poveri resti di Sarah e chi ha dato il diario di Sarah per essere pubblicato.
Sarei curioso di sapere se e quanto sono genuine le dichiarazioni rese in tv dai protagonisti prezzolati della tragedia, che si sta rivelando una farsa.
I media sono gli informatori e gli educatori di una civiltà.
Per questo non mi meraviglio del fatto che l’opera mediatica abbia partorito il fenomeno del pellegrinaggio dell’orrore. Nasce il tour del macabro alimentato dal tourbillon mediatico. Diritto di cronaca non è assalire mamma Concetta dal ritorno dall'obitorio dove vi era Sarah, o attaccare Valentina, che porta il ricambio in carcere a sua sorella Sabrina Misseri, o intervistare miratamente tutti i meno colti nelle vie per dimostrare che Sarah voleva scappare da un paesino retrogrado ed omertoso, o sentire gli pseudo esperti pagati a gettone nei salotti televisivi, che smentiscono sè stessi a secondo l'evolversi delle circostanze. Il turismo dell'orrore visita i luoghi dello scempio: la fossa dove Sarah è stata per 42 giorni; la casa della vittima; la casa dell'orco; il cimitero.
Per questo non mi meraviglio del fatto che non solo a casa di Sabrina vengono recapitate lettere e si ricevano telefonate minatorie, minacciose ed ingiuriose. Siamo al punto che e-mail di quel tono sono recapitate anche a noi sol perché siamo avetranesi e che nulla centriamo con l’omicidio.
La vicenda si chiude con alcune certezze:
che mai un dramma ha avuto tanta attenzione mediatica sin dal primo giorno;
che l’informazione, spesso, è sciacallaggio, superficialità, dilettantismo;
che, nonostante le risorse impiegate e le forze messe in campo, mai si sarebbe scoperto il responsabile di un siffatto delitto e ritrovato il corpo, se non fosse stato lo stesso autore a consegnarsi. Lo stesso procuratore capo di Taranto, Franco Sebastio, in conferenza stampa ha ammesso che non era a conoscenza del fatto che vi fossero 26 mila scomparsi e che i carabinieri avessero il Rac, il Reparto analisi criminologiche;
che i protagonisti della vicenda hanno scelto di affidarsi all’assistenza e consulenza di avvocati ed associazioni che non fossero di Avetrana, pronti a sfruttare la ribalta, nonostante i loro compaesani si siano prestati in modo disinteressato e non richiesto;
che, da parte dei protagonisti della vicenda, vi è stata troppa propensione ad apparire in tutte le occasioni, anche quando sarebbe stato meno opportuno a tutela dell'immagine di Sarah, ovvero per tempi e modi di trattazione degli eventi;
che gli scomparsi appartengono quasi sempre ad un ceto sociale umile e poco scolarizzato, ma che a torto i media uniformano con tutta la loro comunità, e che solo una mobilitazione mediatica può costringere gli inquirenti a dedicare maggiore attenzione alla vicenda, nella speranza che questi trovino il colpevole e non "un colpevole";
che spesso la massa si erge a giudice degli altri, secondo le circostanze, influenzata dai media, non pensando che gli altri sono anche loro e, comunque, con le sentenze sommarie minacciate si mettono al pari dei carnefici.
Grazie dell’attenzione.
Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE
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