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giovedì 12 aprile 2012

CLASS ACTION PER SPECCHIARICA

“L’associazione “Pro Specchiarica” promuove una “Class Action” contro il Comune di Manduria per l’abbandono della sua marina orientale. A tal fine invita tutti i cittadini interessati che ivi hanno terreni, suoli, case, aziende, ad aderire all’azione civile di risarcimento per danno di immagine e svalutazione della proprietà, oltre che per danno esistenziale dovuto al degrado ed all’abbandono cinquantennale, in aggiunta alle privazioni subite per omesso investimento di opere primarie e secondarie in zona densamente edificata. Abbandono, degrado e disservizi nonostante milioni di euro incassati da Manduria in un territorio dove ci sono pochi manduriani. Milioni di euro incassati tra oneri concessori, ici, addizionale irpef, tarsu, quota enel, ecc. Il tutto con destinazione vincolata, ma impiegati altrove e per altri scopi.”

Tutto ciò è uno scandalo ed un abuso che non deve dare assuefazione, ma va denunciato.

L’Associazione “Pro Specchiarica” in base al suo statuto, dove si prevede la promozione, lo sviluppo e la tutela del territorio, propone una “Class Action” contro il Comune di Manduria per l’abbandono della sua marina orientale. L’invito è rivolto a tutti i cittadini che hanno una loro proprietà in tutte le contrade di “Specchiarica”, anche se residenti a Manduria, Avetrana, Erchie, Torre Santa Susanna od in altri comuni anche extraprovinciali, extraregionali o extranazionali.

Tenuto conto del disinteresse mostrato dai giornalisti per questo argomento, si invitano le redazioni di stampa e tv a divulgare tale nota stampa ed altresì a documentare e denunciare finalmente e mediaticamente lo stato di abbandono della costa manduriana, affinchè vi sia maggiore attenzione dedicata sul territorio. Territorio ove vale più la tutela della Macchia mediterranea, che infesta ogni terreno incolto, che i diritti dei cittadini che abitano la zona.

Fatto questo che obbliga od agevola l’abusivismo e costringe i pochi operatori economici ad operare in modo illegittimo. D'altronde ogni iniziativa culturale o ludica, o comunque di spettacolo od intrattenimento, che si vuol organizzare in loco per la delizia dei turisti è impedita per mancanza di posto idoneo dove svolgerla.

Inoltre siamo al paradosso. L’associazione non può essere iscritta all’albo delle associazioni di Manduria, che dista circa 20 Km da Specchiarica, in quanto opera nel territorio manduriano, ma ha sede legale nella limitrofa Avetrana, posta a 6 km dalla stessa Specchiarica. L’associazione non può essere iscritta ad Avetrana in quanto ha sede ivi, ma non opera per quel territorio. L’associazione non può trasferire la sede a Specchiarica, in quanto la zona è mancante di qualsivoglia struttura urbanistica: toponomastica, numeri civici, acqua, fogna, illuminazione pubblica, piazze, marciapiedi, strade, ecc. Cosa questa che inibisce qualsiasi sede fissa.

Dr Antonio Giangrande

Portavoce dell’Associazione “Pro Specchiarica”

www.specchiarica.altervista.org

Presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie e di Tele Web Italia

www.controtuttelemafie.it e www.telewebitalia.eu

099.9708396 – 328.9163996

domenica 4 dicembre 2011

UN FILM PER AVETRANA

Avetrana, il film - documentario. Omaggio dedicato ad Avetrana, ma non agli avetranesi. La visione integrale e gratuita per chi ama il piccolo paese e vuol farlo conoscere agli altri. Dopo il libro sul delitto di Sarah Scazzi, un’altra opera da visionare gratuitamente. Lo si può trovare sul canale you tube “malagiustizia” o su www.telewebitalia.eu alla pagina di Avetrana o su www.controtuttelemafie.it .

Altresì, per le festività, si può chiedere il dvd per regalarlo agli amici.

Contro l’emarginazione dei media e delle istituzioni e la ritorsione dei magistrati di Taranto è gradito un sostegno economico per continuare a combattere censura ed omertà.

Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

099.9708396 – 328.9163996

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martedì 15 novembre 2011

Sarah Scazzi

Il delitto di Sarah Scazzi, lettera al direttore.

Direttore,

vorrei commentare, se permette, quanto sta avvenendo a Taranto nel caso del delitto di Sarah Scazzi. Lo faccio in virtù del fatto che, da avetranese e tarantino e per il ruolo che io svolgo, bene conosco la vicenda e bene conosco i fatti che succedono a Taranto, tanto da aver scritto un libro su Sarah Scazzi e un libro su Taranto. Libri da leggere sul web ed aggiornati periodicamente.

Pur conoscendo bene la vicenda Scazzi, avendola approfondita in testi ed in video, laddove non lo ha fatto certa stampa che da del “tu” ai magistrati tarantini, abbarbicati dietro le porte dei loro uffici, di ciò vorrei parlarne in modo oggettivo.

Quando si parla di vicende giudiziarie, non bisogna mai dimenticare che il Foro di Taranto da me è definito “IL FORO DELL’INGIUSTIZIA”.

Il Foro di Taranto è quello della vicenda di Martino Scialpi, che da 30 anni aspetta che gli venga riconosciuta la vincita del 13 al Totocalcio, per la quale a luglio 2010 la procura di Potenza aprì un fascicolo di indagine sui magistrati di Taranto, che nell’arco di oltre vent’anni si sono occupati della vicenda di Scialpi.

Il Foro di Taranto è quello del caso di Carmela Cirella che volava via, dal settimo piano di un palazzo a Taranto, dopo aver subito violenze ed abusi, ma soprattutto dopo essere stata tradita proprio da quelle istituzioni a cui si era rivolta per denunciare e chiedere aiuto.

Il Foro di Taranto è quello del caso Sebai, il killer delle vecchiette, per il quale Faiuolo, Orlandi, Nardelli, Tinelli, Montemurro, Donvito sono stati condannati, nonostante altri testimoniano la loro colpevolezza. Donvito aveva sempre proclamato, inutilmente, la propria innocenza e si è determinato a togliersi la vita non potendo più reggere il peso di una ingiusta detenzione.

Il Foro di Taranto è quello che ha condannato da innocente Domenico Morrone a più di 15 anni di carcere.

Il Foro di Taranto è quello che ha condannato da innocenti per il caso “Strage della Barberia” Giovanni Pedone, Massimiliano Caforio, Francesco Aiello e Cosimo Bello tra gli 11 e i 30 anni.

Il Foro di Taranto è quello che ha condannato senza processo 292 braccianti agricoli.

Non dimentichiamoci poi che il Foro di Taranto, e colpevolmente la stampa omertosamente tace, è quello che, come molti ricorderanno, arrestò il compianto On. Pietro Franzoso. L’on. Franzoso, tarantino, all'epoca non ancora deputato, ma assessore regionale ai trasporti della Giunta Fitto, a dicembre del 2004 fu arrestato da innocente come un malfattore, rinchiuso in cella per una settimana, accusato di voto di scambio che avrebbe ottenuto attraverso la concessione di non precisati favori a una cosca mafiosa.

Il Foro di Taranto poi è anche quello dove un fallimento può durare anche mezzo secolo !!!

Il Foro di Taranto è anche quello con il rapporto denunce-condanne pari all’11%.

Il Foro di Taranto è quello dei magistrati arrestati.

Il Foro di Taranto è ecc., ecc, . ecc.

Il Foro di Taranto è anche quello che ha disposto il sequestro preventivo d’urgenza del sito web di informazione ed inchieste dell’Associazione Contro Tutte le Mafie. Il sito web oscurato pubblicava, tra le migliaia d’inchieste attinte dai maggiori organi d’informazione, anche quelle attinenti il Foro di Taranto.

Il Foro di Taranto è quello che presso la Sezione distaccata del Tribunale Manduria, il 1 dicembre 2011, procederà alle udienze dibattimentali per 3 distinti processi a carico del Dr Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, per il reato contestato di “Diffamazione a mezzo stampa”. Ossia aver pubblicato inchieste attinenti il Foro di Taranto.

Sarebbe buona cosa che la stampa seguisse i processi in cui il giudice ricusato si è astenuto, con la conseguenza che gli avvocati hanno pur loro abbandonato la difesa. Processi che potrebbe riguardare tutti i giornalisti, se solo facessero identico approfondimento dei fatti.

Quindi quando si parla del caso Sarah Scazzi, bisognerebbe non dimenticarsi, nei servizi e negli articoli, che nella circostanza ci troviamo di fronte a delle persone che, come i magistrati di Taranto, non sono infallibili od unti dal signore, ed ovviamente ci troviamo di fronte a persone come Sabrina Misseri, che hanno già scontato più di un anno di carcere, senza che vi sia alcuna condanna.

Considerazione fatta a prescindere dall’esito finale, che stando allo stato delle carte avrà una stesura differente presso la Cassazione rispetto all’esito della Corte d’assise di Taranto e della relativa Corte d’Appello.

Come già annunciai mesi prima il rigetto dell’istanza di rimessione dei processi ad altro Foro presentata dall’avv. Coppi, per il quale ho presentato ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani per la sistematica disapplicazione di una norma giuridica, oggi conoscendo bene i magistrati di Taranto, inquirenti-requirenti e giudicanti, posso profetizzare la condanna per gli imputati, in 1° e 2° grado, con assoluzione in Cassazione.

C’è da constatare altresì la circostanza del “tutti dentro”, ossia chi si oppone od intralcia la tesi accusatoria, paga fio. Lo sanno bene gli avvocati, i consulenti, i testimoni.

In questa sede non è mio compito criticare forme e tempi delle indagini. Il Prof. Coppi avrà modo di farlo nei modi e nei luoghi opportuni, tanto più che ha molto da insegnare a Taranto, anche nel saper porsi nei rapporti con i magistrati, con rispetto, ma senza sudditanza.

Inoltre oggi, oltre ad avere in carcere presunte innocenti, ci troviamo di fronte al paradosso che in carcere vi sono chi si dichiara innocente (Sabrina Misseri e Cosima Serrano) e libero è chi si dichiara colpevole (Michele Misseri). E questo fatto la gente non solo di Avetrana poco lo capisce.

Invito anche la stampa a non valutare le prove prodotte nella fase delle indagini preliminari e nell’udienza preliminare conformemente con gli occhi dei PM. Per esempio, quando si traduce una conversazione intercettata a strascico, ad essa si deve dare nella traduzione un senso consono al tempo, al luogo, alla volontà ed allo status sociale di chi parla e non solo all’interesse di chi ascolta. Questo per non dare interpretazioni non realistiche, ma foriere di conseguenze interpretative fuorvianti e dannose . Oltremodo i magistrati sono di Sava (Buccoliero) e Torricella (Argentino), a pochi km da Avetrana, quindi il dialetto è identico, salentino e non tarantino, ma spesso si riscontrano valutazioni differenti delle parole dette. Quanto successo a Mohamed Fikri nel caso di Yara Gambirasio dovrebbe fare scuola.

L’invito alla stampa a non conformarsi è per non far passare i giornalisti come altri ad essere semplici passacarte.

«Non vorrei che dietro tutto ció vi sia l'idea che il GIP o il GUP debbano continuare ad essere i passacarte del pubblico ministero o in ogni caso coloro che poi alla fine rinvieranno al giudice del dibattimento l'esame approfondito della vicenda processuale perchè non hanno la necessaria esperienza, perché non conservano piú la memoria storica di ció che é avvenuto e perchè sono da considerare quasi dei giudici di serie B.» Questo ha detto il senatore e magistrato e componente della Commissione Giustizia ed Antimafia Roberto Centaro al Senato Legislatura 13º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 683 del 5 ottobre 1999 in riferimento alla discussione sui disegni di legge di modifica del Codice di procedura penale.

E se lo dicono loro, c’è da credere.

Con facoltà di pubblicazione, o con gentile riscontro, anche pubblico.

Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE

099.9708396 – 328.9163996

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giovedì 13 ottobre 2011

“Sarah Scazzi: il delitto di Avetrana. Resoconto di un Avetranese”.

Scritto e pubblicato da Antonio Giangrande.

Il libro si può leggere gratuitamente sul web. http://www.controtuttelemafie.it/libro%20sarah%20scazzi.htm

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martedì 30 agosto 2011

ISTANZA DI RIMESSIONE NEL PROCESSO SARAH SCAZZI

Riguardo alla richiesta di Rimessione per incompatibilità ambientale presentata ai sensi dell’art. 45 ss C.P.P. dalla difesa di Sabrina Misseri per il processo sul delitto di Sarah Scazzi, il Dr. Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro tutte le Mafie, esperto di cose giuridiche e prassi giudiziaria tarantina e nazionale afferma: «Apprezzo la richiesta fatta dall’avv. Franco Coppi, che delinea bene la sua capacità e il suo coraggio, tenuto conto che nel Distretto di Lecce e Taranto ben pochi avvocati dimostrano tali doti. Lo dimostra anche il fatto che a Roma la Camera Penale è stata pronta a difendere il loro collega inquisito a Taranto, mentre il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Taranto ha pensato bene di non dire una parola a favore dei loro iscritti. A Taranto si parla di “Correttezza nei confronti degli “amici” magistrati”, a Roma, nei corridoi degli uffici giudiziari, si parla di “Codardia”. Bisogna tener presente che nel processo “Sebai, il killer delle 12 vecchiette” nessuno a Taranto ha avuto il coraggio di presentare rimessione per ben più gravi motivi (Foro che ha accusato e condannato dei soggetti e poi lo stesso Foro ha accusato e giudicato colui il quale li dichiarava innocenti con riscontri concreti. Creduto solo per i delitti senza colpevoli). Inoltre c’è da sottolineare che io stesso sono stato promotore a titolo personale di una istanza di rimessione, ma per legittimo sospetto, perché i magistrati di Taranto mi accusano e mi vogliono condannare per averli criticati con denunce penali e con articoli di stampa sul loro modo di amministrare la giustizia. Nessun avvocato mi ha sostenuto, anzi, mi hanno abbandonato nei processi di diffamazione a mezzo stampa quando ho chiesto la ricusazione dei magistrati denunciati. Io il 28 settembre a Roma presenzierò all’udienza sulla mia richiesta di rimessione per farmi giudicare dai Magistrati di Potenza, che ha avuto già il marchio preventivo di inammissibilità. Istanza basata sul fatto che i magistrati di Taranto siano poco sereni nel giudicare colui il quale li ha denunciati per abusi ed omissioni, senza che questi si tutelassero denunciandomi per calunnia. Si può considerare che effettivamente la mia richiesta possa essere infondata ed io essere un mitomane o un pazzo. Ma resta un fatto eclatante, e non voglio essere una “Cassandra”, ma la stessa cosa succederà a Franco Coppi. Si tenga presente che mai una istanza di rimessione è stata accolta dalla Corte di Cassazione, nemmeno per Berlusconi, o Dell’Utri, o per le vittime del terremoto dell’Aquila. L’art. 45 ss C.P.P. è una norma da sempre inapplicata perché delegittima il foro giudicante e questo in Italia non si deve fare: è lesa Maestà di chi effettivamente detiene il potere. La decisione negativa scontata che mi riguarda e che arriverà il 28 settembre, però, darà modo a me di potermi rivolgere alla Corte Europea dei Diritti Umani e presso le Istituzioni dell’Unione Europea perché in Italia, non solo non si applica una norma in vigore che danneggia i magistrati, ma si viola sistematicamente il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, anche tramite stampa, e si violano sistematicamente le norme del giusto processo.»

venerdì 27 maggio 2011

Arresto di Cosima Serrano: gogna mediatica e tintinnar di manette.

Arresto di Cosima Serrano: gogna mediatica e tintinnar di manette.
Il dr Antonio Giangrande, cittadino avetranese, denuncia in tutta Italia: ora basta questa barbarie !!!
La stampa di Taranto e i corrispondenti locali di testate nazionali, salvo qualche rara eccezione in provincia, sono stati il megafono della procura di Taranto, sposandone in toto la strategia giudiziaria. Sono stati i primi a denigrare Avetrana; i primi a condannare senza processo i protagonisti della vicenda, iniziando proprio dalla vittima: da Sarah Scazzi. Mai una critica ai magistrati su come sono state svolte ricerche ed indagini. Critiche devolute addirittura dal supremo organo di giustizia. Poco spazio alle difese, salvo che non fossero quelle dedicate “alla ricerca della verità” (attività, questa, però, propria della magistratura).
Sin dall’inizio vi sono state indiscrezioni a danno degli indagati, frutto di fughe di notizie.
Nessuno come i giornalisti tarantini hanno violato la deontologia. Si impari da Maria Corbi de “La Stampa” come si redigono i servizi asettici e cos’è la coerenza. Ella non usa e getta.
La vicenda di Sarah Scazzi culmina con la gogna mediatica dell’arresto di Cosima Serrano, con claque a seguito, in concomitanza con la chiusura dei salotti in tv. L’arresto preannunciato per dare tempo alle troupe televisive di ritornare ad Avetrana e stazionare in via Deledda per riprendere in diretta Cosima in manette. Evento atteso da mesi. Anche i mostri, quando sono tali, meritano il dovuto rispetto.
Avetrana non è quella latrante contro Cosima. Avetrana è quella che pretende giusta pena in giusto processo, senza gogna mediatica, né tintinnar di manette.
Grazie dell’attenzione.
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martedì 24 maggio 2011

Il Libro evento “L’Italia del trucco, l’Italia che siamo”.

Il Libro evento “L’Italia del trucco, l’Italia che siamo”. Un capitolo anche sulla vicenda di Sarah Scazzi.
Il Dr Antonio Giangrande, avetranese doc, conosciuto in Italia come il presidente nazionale della Associazione Contro Tutte le Mafie e come autore del film e del libro scritto in itinere, sempre aggiornato, “L’Italia del trucco, l’Italia che siamo”, continua a battersi per affermare, oltre che la legalità in Italia, anche la verità su Sarah Scazzi e su Avetrana. Dopo il docu-film di presentazione del territorio (il cui trailer è visionabile sul canale youtube “malagiustizia” con contestuale poesia descrittiva), egli presenta il capitolo sulla vicenda di Sarah Scazzi. Resoconto storico cronologico prodotto da un vero avetranese, che vive quotidianamente una vicenda sotto i riflettori del gossip e trattata con ignoranza e pregiudizio. Resoconto contestualizzato in un ambiente mediatico giudiziario, di cui si bada bene di occultarne gli aspetti negativi, tipici, d'altronde di tutti i fori italiani.
Il libro, anche web, scritto in itinere ed aggiornato sugli sviluppi, è leggibile sui portali web dell’associazione, tra cui www.controtuttelemafie.it. Il capitolo sulla vicenda di Sarah Scazzi si legge alla voce capitolo 14, dossier ingiustizia, paragrafo 4, ovvero direttamente sulla tv web di Avetrana inserita su www.telewebitalia.eu al link inchiesta.
Grazie dell’attenzione.
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sabato 18 settembre 2010

SARAH SCAZZI: SOLITI STEREOTIPI E PREGIUDIZI

Sig. direttore,
come presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, stimata in tutta Italia, notissima sul web e con sede legale proprio in Avetrana, le chiedo di farsi portavoce pubblico dell’indignazione che esprime tutta la comunità di Avetrana. Ciò è quello che traspare anche dal contenuto di molti blog.
Sul caso Sarah Scazzi, molti giornali, TG e trasmissioni tv (non solo “Quarto Grado”) hanno dato in tutta Italia un’immagine retrograda e omertosa della cittadinanza avetranese, che assolutamente non corrisponde al vero e che non merita. I cittadini di Avetrana, come tutti, hanno dei difetti, ma non sono quelli rappresentati.
Di conseguenza, Sarah è stata presentata come una ragazza ribelle disposta a scappare da quel piccolo paese e dalla sua famiglia. Comunità falsa e bigotta, che sente stretta.
Penso di rappresentare il pensiero comune se dico che ci sentiamo danneggiati ed amareggiati dal trattamento subito. La gente fin da subito è stata propensa alla collaborazione con i media. Anche se non è facile tollerare per settimane l’insistenza di uno sciame di giornalisti, appostati in un vicoletto, che ti pongono reiteratamente delle domande, spesso stupide, con l’intento di montare una polemica, sfuggendole, però, lo scoop del presenzialista in tv.
Chi come me, presidente di un’associazione antimafia, sociologo storico ed esperto di fatti di giustizia, e rapimenti in particolare, ben conosce l’omertà, può dire che tale fenomeno è altra cosa.
Chi come me, editore e direttore di Tele Web Italia, canale in cui si rappresentano le bellezze di tutta Italia, sa quanto sono belli e vitali i nostri paesi, pur non valorizzati quanto meritano da ignavi amministratori pubblici.
Sarebbe giusto da parte sua rendere pubblico questo mio pensiero d’irritazione per riaffermare la verità.

Grazie dell’attenzione.
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lunedì 13 settembre 2010

SCOOP SU SARAH SCAZZI

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SCOOP SU SARAH SCAZZI

L’Associazione Contro Tutte le Mafie, ONLUS, con il suo sito di inchieste tematiche e territoriali (www.controtuttelemafie.it) e la sua TW Italia - Tele Web Italia di promozione del territorio (www.telewebitalia.eu) rompe l’omertà e la disinformazione per la cultura della legalità.

LA STRANA FIGURA DEL PRESENZIALISTA DI STRISCIA LA NOTIZIA.
Grazie all’inchiesta svolta dal dr. Antonio Giangrande, presidente dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, è stato scoperto che il portavoce della famiglia Scazzi non era altri che il presenzialista di Striscia la Notizia. La famiglia, sbigottita, lo ha allontanato.
La comparazione delle immagini tra i filmati in Avetrana e le presenze su Striscia la Notizia li si possono trovare su
http://www.telewebitalia.eu/citta%20avetrana.htm .

Grazie dell’attenzione.
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giovedì 9 settembre 2010

SCIACALLAGGIO SU SARAH SCAZZI

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SCIACALLAGGIO SU SARAH SCAZZI

L’Associazione Contro Tutte le Mafie, ONLUS, con il suo sito di inchieste tematiche e territoriali (www.controtuttelemafie.it) e la sua TW Italia - Tele Web Italia di promozione del territorio (www.telewebitalia.eu) rompe l’omertà e la disinformazione per la cultura della legalità.

Il Presidente nazionale dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, dr. Antonio Giangrande, con sede legale proprio in Avetrana, seguendo da vicino il caso Sarah Scazzi, rilascia questa dichiarazione:
«Cosa o chi smuove il circo mediatico ad accanirsi contro una ragazzina di 15 anni che per la legge è incapace di intendere e volere?
Perché i media non hanno dato risalto alla mia offerta di porre un canale alternativo a chi, pur conoscendo fatti importanti, non vuol rivolgersi alle Forze dell’Ordine, in quanto vuol rimanere anonimo?
Adottando improvvidamente la tesi della fuga volontaria, dal primo giorno in Tv e sui giornali ci assillano con elementi atti a dimostrare l’intento. E il libro, e il calendario, e le chat, e le confidenze con amici e cugini, ecc. ecc. Di questo passo fanno apparire Sarah come una poco di buono.
Ed è grave, specie se Sarah potrebbe essere nostra sorella o nostra figlia.
Non ci scandalizziamo. I nostri ragazzi sono così.
Sarah Scazzi è un’adolescente. Come tutti i pari età ha contrasti con i genitori e ha voglia di evadere da una realtà falsa e bigotta, che sente stretta.
Ma è chiaro che nessuno scappa di casa, per di più senza soldi e logistica certa.
Se altri l’aiutano, sono loro i responsabili e con tutto il casino smosso penserebbero bene a porre fine alla storia. Tant’è che la Procura in un primo tempo ha aperto il fascicolo per il reato di sottrazione consensuale di minore.
I media tralasciano volutamente l’ipotesi del rapimento o, addirittura dell’omicidio, così come le ricerche in mare, pozzi, cisterne, vasche, fanno pensare.
Tratta per motivi di pedofilia o per espianto degli organi, per esempio.
Solo la Gazzetta del Mezzogiorno ha sollevato il dubbio sul corretto operato della magistratura, in rapporto ai ritardi dei primi giorni nelle ricerche e nelle indagini.
Il sapere perché il fascicolo d’indagine è ancora contro ignoti e perché nei primi otto giorni non si sono adoperati gli strumenti investigativi per i reati più gravi, forse sì che incute interesse e sarebbe argomento di approfondimento.
Sarebbe molto più utile avere il fiato sul collo della Magistratura tarantina, anziché impegnarsi ad infangare l’onore di Sarah e della sua famiglia.
Essere i destinatari delle veline giudiziarie tarpa le ali del vero giornalismo investigativo.
Elisa Claps, Ottavia De Luise, i piccoli Ciccio e Tore avrebbero dovuto insegnare qualcosa».
Grazie dell’attenzione.
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domenica 5 settembre 2010

LETTERA A SARAH SCAZZI

Sarah, tutti ti davano per scappata di casa, mentre i tuoi genitori, con contegno umile e dignitoso, dal primo giorno della tua scomparsa insistevano a dire: l’hanno presa!!! L’avessero creduti non ci sarebbero stati gravi ritardi nelle ricerche e nelle indagini.
Sarah, i tuoi parenti, amici e compaesani, tutti, senza eccedere nei giudizi, ti hanno descritta come una brava ragazza uguale a tutte le altre: con i propri sogni di adolescente. Per te hanno vinto ritrosia e timore e timidezza.
Mentre i magistrati, i primi giorni, i più importanti, hanno pensato che tu fossi scappata, per poi ricredersi ammettendo il rapimento.
E’ rimasto vano il mio tentativo offerto ai media di porre un canale alternativo per ricevere tue notizie da parte di chi è sfiduciato da questa giustizia. La viltà e la diffidenza pone degli steccati insormontabili. Quei media hanno dato le loro versioni più disparate sulla tua storia. Tutti hanno spulciato le più recondite possibilità, fin anche a ledere la tua dignità ed onore.
Sarah, sei nostra figlia o nostra sorella, non ti devi sentire sola. Sarah, Avetrana per te ormai è famosa, peccato che lo sia per un infausto evento.
Sarah, ragazza sulla ribalta con tutti i media nazionali ad illuminare la tua storia. Sei fortunata, nella disgrazia che ti è capitata. Altri rapiti sono rimasti invisibili. Ringraziamo la Rai e Mediaset che con i riflettori hanno fatto sì che la tua scomparsa non fosse sottaciuta e dimenticata. Così come è per centinaia di ragazzi e ragazze invisibili vittime della tratta a fini pedofili o per espianto di organi. Fenomeno oscurato dai media per l’allarme sociale che provoca. Noi continuiamo a chiedere il loro sostegno affinché i riflettori si spengano solo quando tu, Sarah, saluterai libera tutti dal terrazzino della sua casa, con l’intento di dimenticare una brutta esperienza.
Comunque sia, Sarah, sei e sarai nei nostri cuori.

Grazie dell’attenzione.
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venerdì 3 settembre 2010

SARAH SCAZZI

L’Associazione Contro Tutte le Mafie, ONLUS, con il suo sito di inchieste tematiche e territoriali (www.controtuttelemafie.it) e la sua TW Italia - Tele Web Italia di promozione del territorio (www.telewebitalia.eu) rompe l’omertà e la disinformazione per la cultura della legalità.

Il dr. Antonio Giangrande, presidente nazionale dell’Associazione Contro Tutte le Mafie, con sede legale proprio in Avetrana, paese di Sarah Scazzi, dopo infruttuosi giorni di attesa si trova costretto ad intervenire e a comunicare che su Tele Web Italia, alla web tv di Avetrana, ci sono i resoconti e gli appelli per la liberazione di Sarah.
A tal fine pone a disposizione un canale privilegiato a tutti coloro che avessero notizie di Sarah e per vari motivi non vorrebbero contattare i canali istituzionali.
Comunicando con i contatti sul sito
www.telewebitalia.eu sarà garantito l’anonimato a tutti coloro che con le loro informazioni possano far ritrovare Sarah.
Il presidente dà la sua parola.
Con preghiera di diffusione.

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